L’Esame di Maturità è da sempre un momento tanto atteso quanto temuto, e quest’anno lo è ancora di più perché, con il cambiamento della sua struttura, cambia anche il modo in cui deve essere preparato.
Per questo motivo, in questo articolo riassumeremo cosa il DL 164 del 2025 dice riguardo all’esame di maturità 2026.
Indice:
- Come cambia il colloquio di maturità 2026
- La commissione: Cosa comporta il passaggio da 7 a 5 commissari
- I requisiti di ammissione e il ruolo di educazione civica
- Quanto incide ora il curriculum dello studente?
- Domande Frequenti sulla Maturità 2026
Come cambia il colloquio di maturità 2026
Le trasformazioni che colpiscono l’attenzione, riguardano il colloquio orale, che muta notevolmente rispetto agli anni precedenti in tre aspetti. A partire dall’anno scolastico 2025/2026, il colloquio non si aprirà più con il documento che, negli anni scorsi, veniva utilizzato come base sulla quale costruire i collegamenti interdisciplinari, e sarà quindi completamente eliminato.
Il nuovo esame di maturità 2026 prevede che il colloquio avvenga su quattro sole materie comunicate dal MiM proprio qualche settimana fa. Tuttavia, come vedremo nelle sezioni successive, la conoscenza delle materie non è l’unico parametro su cui il candidato verrà valutato.
Infine è importante sottolineare che da quest’anno, l’esame è valido solo se il candidato sostiene regolarmente tutte le prove previste, compreso l’orale.
La commissione: Cosa comporta il passaggio da 7 a 5 commissari
Un’altra novità lampante di questa riforma riguarda la riduzione del numero dei commissari da sette a cinque, due interni, due esterni e un presidente di commissione. Per noi studenti, questo cambiamento comporta un colloquio più diretto e focalizzato sulle materie scelte dal MIM.
Ciò significa che la singola materia dovrà essere approfondita di più, in quanto quelle quattro materie dovranno riempire l’intero durata dell’orale.
I requisiti di ammissione e il ruolo di educazione civica
Per quanto riguarda i requisiti di ammissione, come gli anni precedenti lo studente deve:
- aver svolto almeno il 75% delle lezioni.
- aver completato il numero minimo di ore di formazione scuola-lavoro (ex PCTO)
- svolgere le prove invalsi, il cui risultato verrà fornito allo studente e sarà visibile dalla commissione.
La vera novità riguarda gli studenti che ottengono 6 in comportamento.
In questo caso, il candidato dovrà compensare presentando un elaborato di educazione civica, finalizzato a dimostrare le competenze maturate in ambito di cittadinanza attiva e responsabile. Tale lavoro diventa quindi un requisito di ammissione, ma solo nel caso citato.
Anche per gli studenti con votazione superiore al 6 in comportamento, educazione civica sarà una materia cruciale per la maturità 2026 di tutti gli indirizzi.
Infatti, sarà sia un argomento collegabile con le materie della prova, ma anche con le esperienze scolastiche ed extrascolastiche che quest’anno assumono un ruolo davvero centrale.
Quanto incide ora il curriculum dello studente?
In questa nuova riforma, come illustrato in precedenza, il percorso di studi e le competenze maturate nelle singole materie, non sono gli unici criteri di valutazione. Una grande influenza, viene assegnata al curriculum dello studente, alle esperienze di formazione scuola-lavoro, le attività di educazione civica e le esperienze significative extra-scolastiche svolte nel corso degli studi.
Questo perché l’obiettivo di questa maturità 2026 non è solo verificare le conoscenze, abilità e competenze specifiche di ogni indirizzo di studio, ma anche il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità dell’individuo.
In questo contesto, il curriculum dello studente diventa fondamentale e sarà indispensabile aggiornarlo con tutte le esperienze che ritenete rilevanti per voi e il vostro percorso anche a livello orientativo.
Domande Frequenti sulla Maturità 2026
La riforma cambia il significato dell’esame?
No, l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero accertare il livello di conoscenze, abilità e competenze, ma anche il grado di maturazione, autonomia e responsabilità degli studenti.
Gli unici cambiamenti riguardano il ruolo della formazione scuola-lavoro, che diventa centrale e il curriculum dello studente che diventa un elemento di valorizzazione e spunto per avviare l’orale.
Un professore della commissione può anche fare domande su una materia che non è la sua?
No, Valditara ha smentito questa cosa, affermando che un professore chiamato in commissione per una materia, potrà esaminare il candidato solo su quella materia. È chiaro però che per collegamenti ben fatti in ottica di interdisciplinarità anche con materie non presenti in commissione e/o argomenti studiati nel corso del triennio i maturandi non potranno che essere apprezzati e valorizzati (cit. dalla voce dei nostri prof di lunga esperienza).
Con questo nuovo esame, la preparazione sulle singole materie sarà importante come gli altri anni?
Assolutamente no, avere una solida conoscenza delle materie, rimane un requisito fondamentale. Semplicemente il focus dell’esame si sposta su altri elementi del percorso scolastico citati in precedenza.
I punti bonus verranno ancora assegnati?
Sì, quest’anno, la commissione potrà assegnare fino a 3 punti bonus ai candidati che raggiungeranno più di 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d’esame.
In assenza del documento come verrà avviato il colloquio orale?
La risposta è stata fornita con chiarezza dal Ministro nel decreto 13 datato al gennaio 2026 in cui testualmente si legge:
“il colloquio ha inizio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente. Il colloquio prosegue con la proposta di domande e approfondimenti sulle quattro discipline…”
Questo progetto si chiama Maturissima e tutto il materiale in essa contenuto è stato immaginato, scritto, realizzato e pubblicato dagli allievi della 5Br dell’Istituto Maxwell supportati dalla professoressa Padula.
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